Morte di un commesso viaggiatore
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- Apr, 24, 2026
- Letteratura
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Ph.Teatro Biondo
Per la stagione 2025/2026 del Teatro Biondo di Palermo è stato in scena un dramma emblematico del Novecento, “Morte di un commesso viaggiatore” di Arthur Miller, diretto da Carlo Sciaccaluga, nella traduzione di Masolino D’Amico. L’opera ha debuttato nel 1949 al Morosco Theatre di New York, ottenendo un successo immediato con 742 repliche. La storia, ambientata nel dopoguerra, nel periodo in cui si afferma l’american dream, fondato sul successo personale e sul consumismo, racconta di Willy Loman, un commesso viaggiatore sessantenne che per anni ha viaggiato in tutto il paese per vendere la merce della compagnia per cui lavora, senza però mai riuscire a fare carriera. Willy è travolto dal mito del successo e incapace di sostenere il peso del proprio fallimento. Nemmeno i due figli, ormai grandi, sono riusciti ad ottenere quella stabilità lavorativa che il padre sperava per loro e di cui essere fiero. Ai problemi familiari si aggiungono poi le difficoltà economiche, che si inaspriscono quando Willy viene licenziato e inutili sono gli sforzi della moglie per mantenere unita la famiglia. Ritrovandosi sconfitto sia nella sfera lavorativa che in quella familiare, stritolato da una società che non tollera al suo interno elementi improduttivi, Willy Loman sceglie la via del suicidio, che almeno garantirà alla moglie e ai figli il sussidio dei ventimila dollari dell’assicurazione. Il testo oggi continua a parlare al presente, con sguardo lucido e doloroso. La regia di Sciaccaluga si muove in questa direzione, trasformando la storia di Willy Loman in uno specchio del nostro tempo: un’indagine sul valore dell’identità, della fragilità e delle relazioni umane in un mondo dominato dalla competizione. Il protagonista, ben interpretato da Luca Lazzareschi, diventa una figura contemporanea, simbolo di un’umanità che continua a cercare un senso anche dentro il fallimento. Accanto a lui in scena Pia Lanciotti, insieme a Sergio Basile e Andrea Nicolini, e con (in ordine alfabetico) Giovanni Arezzo, Silvia Biancalana, Domenico Bravo, Giovanni Cannata, Michele De Paola, Eletta Del Castillo, Riccardo Livermore, Chiara Sarcona. Le scene sono di Anna Varaldo, i costumi di Anna Verde, le musiche di Andrea Nicolini e Leonardo Nicolini. Morte di un commesso viaggiatore è una tragedia corale, che affronta temi profondamente legati alla biografia di Arthur Miller, che ha vissuto insieme alla sua famiglia la depressione del ’29. In quel periodo entra in contatto con le vite dei commessi viaggiatori comprendendo la fragilità e le contraddizioni del sogno americano. Arthur Miller ha commentato con queste parole la sua opera: “La qualità contenuta all’interno di questa tragedia che è in grado di toccarci deriva dalla costante paura di essere rimpiazzati, il disastro insito nell’essere strappati via dall’immagine che ci siamo costruiti di cosa e chi siamo in questo mondo . Oggi questa paura è ugualmente se non ancor più forte di quanto non sia mai stata. Infatti, è l’uomo comune a conoscere al meglio questo timore”. In un’intervista, Rebecca Miller, figlia di Arthur, ha ricordato le parole del padre sull’importanza del teatro : “Diceva che il teatro da sempre assolve un impatto di civiltà sull’uomo, è una tribuna da cui ci si rivolge in modo semplice, diretto, tangibile, e che l’opera migliore è quella che ti crea imbarazzo“.
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